Collezioni

Il Museo vanta una serie di collezioni storiche, alcune delle quali di epoca granducale. Un esempio è la collezione di calcoli vescicali, comprendente circa 50 pezzi bizzarri nella forma e nelle dimensioni, lisci o moriformi, di diametro variabile da un centimetro a circa nove centimetri. Altro esempio è rappresentato dalla collezione di neonati malformati (i cosiddetti “Mostri”). Si tratta di 25 pezzi di grande interesse, ben conservati, che includono più o meno tutte le tipologie note di malformazioni congenite: dalla bicefalia all’idrocefalia, dalla ciclopia all’anencefalia e all’iniencefalia. Particolarmente interessante è uno scheletro fetale bicorporeo e toracopago in cui è possibile osservare la fusione perfetta dei due toraci a formare un’unica cavità. Entrambe le collezioni risalgono al XIX secolo. A questo secolo appartiene anche la collezione teratologica animale che include, fra i casi più particolari, un cane poliartro a sei zampe, un gatto bicefalo ed un pulcino bicefalo e poliartro a quattro zampe. Sono inoltre da menzionare la collezione parassitologica di elminti ed una piccola raccolta aracnologica di ragni velenosi.

L’incremento delle malattie professionali ed il loro interesse sociale ha portato, in tempi più recenti, all’individuazione di reperti di elevato interesse per il nostro territorio quali la collezione di polmoni autoptici, provenienti da lavoratori delle cave di marmo, dei settori metallurgici e delle vetrerie, affetti da silicosi, antracosi o asbestosi. Infine, le collezioni di patologie malformative, in particolare cardio-vascolari e renali, contano un cospicuo numero di reperti e sono anche ben rappresentate altre patologie quali quelle cerebrali, quelle dell’apparato gastroenterico e del sistema linfatico. Si tratta di organi patologici conservati in alcool, prelevati nel corso di autopsie effettuate prevalentemente negli anni ’60 del secolo scorso.

Il Museo si è arricchito più recentemente di una collezione di reperti di interesse forense, frutto di una donazione della sezione di Medicina Legale dell’Università di Pisa, e di una ricca collezione di reperti paleopatologici che illustrano varie patologie ossee in resti scheletrici umani antichi, dall’epoca etrusca fino al Medioevo, frutto dell’attività di ricerca della Divisione di Paleopatologia; fa parte di questa sezione una mummia precolombiana, che costituisce un reperto di grande interesse ed attrazione per il pubblico.

La collezione iconografica, composta da diapositive proveniente da pezzi autoptici e operatori, è nata circa 40 anni fa. Attualmente dispone di almeno 3.000 diapositive a colori in duplice copia, ordinate in serie per lesione, per tipo di patologia o per caso clinico. Tale materiale è a disposizione per la consultazione.
Altro materiale assegnato al Museo, per la conservazione e la consultazione su richiesta, è costituito dalla collezione di verbali autoptici completi della rispettiva diagnosi anatomo-patologica. Si tratta di circa 30.000 casi anatomo-clinici raccolti dal 1884 fino ai giorni nostri.